Nasce la Fondazione Danilo Nannini per l’infanzia e la maternità.

Progetto “Banca del latte”
13 ottobre 2016
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Nasce la Fondazione Danilo Nannini per l’infanzia e la maternità.

SIENA. Pochi, pochissimi gli illustri senesi assenti alla serata che ha sancito la nascita della Fondazione Danilo Nannini.
Il 15 Novembre 2008 nelle sale dell’Hotel Garden oltre 300 persone hanno potuto conoscere le ragioni che hanno portato un manipolo di sette professionisti (Daniela Ceccarelli, Giovanni Centini, Maddalena Cioni, Marco Fedi, Felice Petraglia, Lucia Rappuoli, Beatrice Talluri) a dare vita ad un nuovo soggetto che si pone obiettivi ben precisi, ambiziosi, meritevoli.
Danilo NanniniConcluse le procedure burocratiche – dall’essere diventata una Onlus all’aver ottenuto il riconoscimento di soggetto giuridico – la Fondazione si è presentata alla città con il chiaro intento di creare un legame forte tra i reparti materno infantili delle Scotte e la società civile.
Un legame che c’era un tempo, ha ricordato il professor Petraglia, quando l’ospedale era quello del Santa Maria della Scala, quando la città accoglieva e curava i trovatelli, e che la Fondazione ha cercato di recuperare coinvolgendo fin dal nascere Comune di Siena, Università, Unicef, Associazione Atl. Associazione le Coccinelle, Insieme per i Bambini e rappresentanti non ufficiali della banca Mps, azienda ospedaliera senese, Ricreatorio Pio II il Costone.

“La nascita di questa fondazione è durata più dei nove mesi della gestazione” ha detto il professor Centini, che nelle vesti di Presidente ha avuto l’onere di raccontare i passaggi che hanno portato all’idea di dare vita alla Fondazione.

Dai contatti con il presidente della Fondazione Meyer di Firenze che, forte delle sue esperienze, ha dato suggerimenti – e messo le basi per future sinergie – alla realizzazione del logo (creato da Emilio Giannelli) alla decisione di mettere il nome di Danilo Nannini alla costituenda associazione.
Una scelta nata dalla necessità di dare un nome “senese” ad una fondazione che ha radici salde e forti nella senesità.
E chi, se non Danilo Nannini, per esprireme questa volontà. Quello che, nel primo spot che pubblicizzava il suo panforte – dal ricordo della moglie Giovanna – aveva insistito per mettere la frase “l’unico panforte di Siena fatto da un senese di Siena”.
Un uomo che ha portato il nome della città nel mondo; che aveva il cuore diviso tra la passione calcistica e la sua contrada, la Civetta.

NanniniE’ stata proprio Giovanna a definire con tratti brevi, ironici, da donna restia all’apparire, la figura di suo marito; il rapporto conflittuale di amore-odio che lo legava alla figlia Gianna. E poi la tensione durante le gare di Formula Uno corse da Alessandro. La paura che impediva alla mamma di vederle – così come i concerti di Gianna – e la partecipazione del papà. Poi l’azienda, famosa in tutto il mondo che oggi è nelle mani dei due figli Guido e Alessandro. Giovanna era in prima fila, ieri sera, proprio accanto alla figlia Gianna.
I quadri intimi di una famiglia che ha fissato profonde radici a Siena, da quella villa di Belriguardo, scenario di momenti belli e brutti, si sono mescolati alle immagini del reparto materno infantile delle Scotte di Siena.
I professori Petraglia e Centini hanno descritto le esigenze di un ospedale che non può affrontare in modo consono le esigenze delle madri di piccoli nati prematuri.
Degenze lunge in ambienti con poca intimità, in camere spoglie e senza confort.

Per migliorare le condizioni di queste donne, la Fondazione Nannini – che si occuperà anche di finanziare attività di ricerca in ambito ostetrico e pediatrico – ha già in programma la realizzazione di una casa di accoglienza che sorgerà su un terreno donato dall’azienda ospedaliera senese e che si trova nel perimetro del policlinico Santa Maria alle Scotte.
Anche nella realizzazione delle casa di accoglienza per madri di bambini prematuri le idee del consiglio di amministrazione della neonata fondazione sono precise. Si tratterà di una casa “passiva” ovvero a bassissimo consumo energetico, realizzata con le migliori tecniche, e alimentata con pannelli fotovoltaici.
La speranza è che la prima pietra della casa venga posta entro un anno.
Al momento, la Fondazione resta impegnata su più fronti. Dalla sua sede concessa dalla Curia Arcivescovile, il Ricreatorio Pio II il Costone, il consiglio di amministrazione ed i volontari tesseranno nuove e sempre più ricche trame che collegheranno la città alle istituzioni sanitarie e, soprattutto, punteranno ad ampliare la condivisione degli intenti della Fondazione Nannini.

Un impegno che non appare così difficile. Almeno a vedere il numero di persone che hanno accolto l’invito a partecipare alla serata. Tra i tanti anche alcuni giocatori dell’A.C. Siena che hanno promesso che, tutte le multe per i ritardi che si autoinfliggono saranno interamente devoluti alla Fondazione. Presente e coinvolto nel progetto anche Marco Bassilichi, che ha sperato in una collaborazione fattiva nel campo della ricerca.

Appoggio anche dalle contrade, prime tra tutte il Valdimontone e la Civetta. Ma già le altre consorelle si sono fatte vive per dare il loro aiuto.

Dal Cittadino: Zelia Ruscitto